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BAR FANTASPORTAL Garkal TheOne 18/10 12:17 Bollettini: 0
Conosciamoci meglio!
Foto di andycos

andycos

Nome: Andrea Costello
Luogo e anno di nascita: Torino - 30/05/1977
Residenza: Torino
Su fantasportal da: Luglio 2004
Ruolo: Giocatore che non vince (quasi) mai e si piazza (abbastanza) spesso.

Il palmares di andycos

  • 2013 - Ciclismo La Flèche Wallone
  • 2009 - Biathlon Coppa del mondo Mass start (F)
  • 2009 - Golf Fedex Cup
  • 2009 - Golf The Tour Champ
  • 2009 - Golf WGC Bridgestone
  • 2008 - Sci di fondo Coppa del mondo Tecnica Libera
  • 2008 - Tennis Olimpiadi Doppio ATP
  • 2007 - Biathlon Coppa del mondo Pursuit (F)
  • 2007 - Ciclismo Tour de Romandie
  • 2007 - Ciclismo Scheldeprijs Vlaanderen
  • 2007 - Ciclismo Mondiale su strada
  • 2007 - Ciclismo Classifica UCI Continental
  • 2006 - Ciclismo Deutschland-Tour
  • 2006 - Ciclismo Amstel Gold Race

L'intervista a andycos

(13/04/2006)

Intervista a cura di AntiTeam

Questa settimana lasciamo il mondo dorato dei GM di fantasportal per andare a conoscere un utente che fa della competenza sportiva la sua qualità migliore e della riservatezza quella peggiore, ma se non era riservato non ci portava a cercare di conoscerlo... Un personaggio poliedrico, dentro e fuori la vita fantasportiva, lo troviamo impegnato in mille modi nel mondo del web, inventore e gestore di splendidi fantasport (tra i quali spiccano il Pantaciclo e il Totovero), critico letterario e ciclistico, financo santone di una setta dedita all'adorazione del Buddah denoartri alias Giampiero Galeazzi. Scopriamo finalmente chi è il capocordata che mira a prendere il potere su fantasportal, mimetizzato dalla sua timidezza. L'utente che questa settimana sottoporremo alla pubblica gogna è Andycos, al quale chiederemo di raccontarci tanto di lui evitando però di portarci sull'orlo del fantasuicidio come è successo con il precedente intervistato...

Red: Ciao Andrea, finalmente mi tolgo lo sfizio di farti qualche domanda alla quale (come da accordi) sarai costretto a rispondere e quindi incominciamo da quella più importante. Cosa porta un torinese a tifare la lazio? Da dove deriva questa tua insana passione?
Andrea: Passione sanissima. Troppo banale e campanilistico per un torinese essere juventino o torinista, assai originale e un filino snob invece scegliere la Lazio. A dirla tutta, da bambino avevo una lieve simpatia per il Milan, accentuatasi quando sono arrivati i tre olandesi e Sacchi, mentre il bombardamento propagandistico di juventinismo ricevuto in famiglia ha prodotto un duplice e perverso effetto: indifferenza e quasi fastidio per il Torino (in anni per i granata difficili quasi come questi), e nausea verso la Juve e la mentalità dello juventino doc, tale da portarmi all'attuale antipatia strisciante verso la Vecchia Signora (salvo quando attraversa i suoi rari momenti di appannamento: da qualche settimana ad esempio la adoro). Data poi l'ammirazione, che definirei antropologica e ideologica, per Zdenek Zeman ai tempi in cui forgiava il mito di Zemanlandia in quel di Foggia, è stato quasi inevitabile che decidessi di sposare definitivamente la causa laziale quando il boemo approdava, nel 1994, alla corte di Cragnotti, conquistando a suon di gol uno splendido secondo posto al suo primo campionato nella capitale. Allargandomi un po' troppo nel tentativo di spiegare questa sanissima passione, potrei anche aggiungere che dato il mio amore per l'Italia (sarò demodé, ma mi commuovo quando sento l'inno), è consequenziale che la mia squadra del cuore abbia sede nella sua capitale nonché città più rappresentativa.

Red: Ti faccio dei nomi, fai un collegamento e raccontaci tutto, tanto sai di cosa parlo. I nomi sono: AntiTeam, Anny Cycling Love, Valtellina, Team Brata, Pumas...
Andrea: Non vorrei però tediare i venticinque lettori (stima peraltro abbondante). Sarò breve: si tratta dei nomi di alcune fantasquadre che da anni danno vita al fantaciclismo che organizzo io (il Pantaciclo n.d.r.) e che appartengono ad alcuni grandi protagonisti di Fantasportal che non hanno bisogno di presentazioni (ad esempio, chi mai potrebbe essere il presidente di "Valtellina"? Chi indovinerà la risposta esatta otterrà un'opzione sulla partecipazione al FantaWinter dell'anno prossimo).

Red: Noi ci siamo conosciuti proprio grazie a Pantaciclo già cinque anni fa, ma mi rendo conto di non sapere quasi nulla di te e quel poco che so è perché sono riuscito a violare la privacy e a contattare a tua insaputa delle persone a te vicine. Possiamo sapere quanti anni hai? Hai finalmente finito l'università e ti sei già sposato e separato almeno tre volte? È vero che ogni anno organizzi una gara di rutti con il Giampiero nazionale? Apriti a noi...
Andrea: Prima sono stato prolisso io anche se non agli inarrivabili livelli di landers, ora tocca all'intervistatore raggruppare assieme molte domande... Andiamo con ordine: ho quasi 29 anni. L'università (Scienze della Comunicazione) l'ho finita nel 2003 (sarebbe preoccupante il contrario: d'accordo la lentezza degli italiani negli studi, ma quel che è troppo è troppo). Poi ho anche iniziato un dottorato di ricerca in ambito sociologico e per varie ragioni l'ho abbandonato, passando a tutt'altro settore (informatica). Ora faccio il programmatore Java. No, non sono sposato. Neppure con Galeazzi: se le mie fantasquadre si chiamano spesso "Atletico Bisteccone" e derivati, è perché ho sempre trovato spassosa l'involontaria comicità del giornalista laziale amante di canottaggio e tennis, mi piacciono gli ossimori, e una volta scelto un nome non sempre, dopo, ho la fantasia sufficiente per cambiarlo.

Red: Sei un fantasportivo preparatissimo e polivalente quindi ci devi dire come fai ad essere così preparato in ogni campo. Sarai mica uno di quelli che seguono anche i tornei di poker e freccette su Eurosport?
Andrea: Veramente di sport in TV non ne guardo molto e nonostante i tanti piazzamenti (vado orgoglioso di quelli sciistici di quest'anno e del terzo posto ProTour dell'anno scorso) di vittorie su fantasportal ne ho ottenute ben poche. Da qualche settimana, per esempio, cerco con tenacia di conquistare un torneo femminile di tennis, ma al momento buono si inceppa sempre qualcosa. I fantasport dove punto ai migliori risultati sono il ciclismo, si sarà capito, ma anche lo sci alpino e di fondo, il Sei Nazioni di rugby e l'atletica e, grazie alla formula di fantasportal che trovo fantastica (e nonostante lo segua poco), il tennis. Per il resto, anche se sembra un tabù ammetterlo, per molte giocate relative a sport che non conosco abbastanza, specie quelli di squadra, mi baso anche sulle quote di qualche bookmaker. Che male c'è?

Red: E la tua passione per il ciclismo quando è incominciata?
Andrea: Fondamentalmente guardando il Giro d'Italia in televisione negli anni Ottanta, quindi il principale responsabile è Adriano De Zan.

Red: Sempre da vie traverse siamo venuti a sapere che il tuo addio alla redazione di ciclismo.it è stato caldeggiato da alcuni corridori dopo una loro attenta lettura delle pagelle che stilavi durante lo scorso Giro d'Italia. Dicci un po' quante carriere hai stroncato e chi ti ha gambizzato, almeno mandiamo subito Capelca sotto casa sua...
Andrea: Veramente quell'abbandono è stato dettato dal poco tempo a disposizione, anche se ancora non capisco come tutto ciò possa interessare i venticinque lettori, divenuti nel frattempo trai i dodici e i quattordici (fonte: Nexus) o forse tra i quindici e i diciasette (fonte: Abacus). Comunque, se si vuole avvalorare la tesi delle stroncature improvvise, devo riconoscere che con alcuni sono stato anche troppo duro e con altri troppo generoso. Ma di alcune tappe ho scritto le pagelle senza aver visto nulla, di altre ho assistito a una rapida sintesi, telecomando del videoregistratore alla mano. Qualche topica era inevitabile. Tendenzialmente, fra i nomi più noti, davo sempre voti altissimi a Di Luca (che peraltro ha fatto un Giro strepitoso), e a Bettini che è tradizionalmente il mio preferito, mentre ho ecceduto in severità con Petacchi e soprattutto col suo famigerato "treno" e poi con Cunego di cui non si conosceva ancora la causa delle deludenti prestazioni (mononucleosi). Savoldelli invece non l'avevo proprio considerato, ma credo di essere stato in buona compagnia.

Red: Sappiamo che sei il capitano delle Aquile Friulane di ciclismo e abbiamo letto in settimana del tuo approdo nel neonato gruppo di utenti di FS, i Gatti Neri. Chi ti ha convinto a fare questo passo e, soprattutto, cosa ti ha convinto? Alcuni maligni dicono che una volta scoperto che irene era un uomo ti sia invaghito di sveagruva, nella speranza di non sbagliare ancora...
Andrea: Irene è un uomo? Che tempi, non ci sono più gli user di una volta. Mica vorrete farmi credere che anche Sprugola, Capelca e Ibarronda non sono di sesso femminile? In ogni caso, i maligni sbagliano: a convincermi, come nel caso delle Aquile Friulane, è stato l'alto livello tecnico degli altri membri del gruppo, la garanzia di entrare a far parte di una compagine che potrà lottare sino alla fine su tutti i fronti, il progetto tecnico che c'è dietro. Praticamente quello che dichiarano ogni estate i neoacquisti dell'Inter (e qui gli altri Gatti Neri sono autorizzati a toccarsi ove preferiscono...).

Red: "Questo rovescio di Lendl è potentissimo, sembra una bomba al Nepal", "La sconfitta dell'Argentina col Camerun deve servire da monitor all'Italia", "Lucescu si è dimessu". Queste sono alcune chicche del Bisteccone che neanche un Luca Giurato in preda ai fumi dell'alcool sarebbe in grado di eguagliare. Sapendo che sottosotto covi l'ambizione di diventare un giornalista sportivo, prenderai spunto dal tuo idolo per deliziare la tua futura platea?
Andrea: Quell'ambizione è stata superata da tempo, tuttavia, se mai mi fossi mai dato al giornalismo, il vero obiettivo sarebbe stato quello di condurre una trasmissione sportiva con lo stesso autorevole piglio (e l'esemplare padronanza fonetico-grammaticale) di colui che un giorno sentenziò: "non parlate più di tre o quattro alla volta se no non si capisce niente". Se non si è capito a chi alludo, ecco un aiutino: in realtà pronunciò "non barlate biù di dre o quattro alla volda", eccetera.

Red: Volevamo sapere se hai qualche legame con il cantautore Elvis Costello e la pornostar Angelica Costello. In caso affermativo raccontaci qualche aneddoto sul primo e dicci se è possibile portare a qualche nostro raduno la seconda...
Andrea: Col primo non sono parente, anche perché il suo è un cognome d'arte, scelto probabilmente perché agli anglofobi suona irlandese (pochi lo sanno, ma in Irlanda è fra i 20 cognomi più diffusi, e le decine di migliaia di statunitensi che si chiamano così non sono di origine italiana come si potrebbe credere, ma irlandese). La seconda, invece, è mia cugina... no, scherzo, in realtà non l'avevo mai sentita nominare. Chissà, magari è di Dublino anche lei.

Red: È vero che hai votato eclisse per il fantasportalino solo perché ti ricorda molto Galeazzi da giovane?
Andrea: Come si è saputo per chi ho votato? E soprattutto, ho davvero votato per eclisse? Dico sul serio, non ricordo... Se l'ho fatto, comunque, è stato per la polivalenza, l'eclettismo, il polimorfismo, insomma certamente ho scelto chi dal mio punto di vista sembrava più presente nella parte alta delle classifiche in molti fantasport anche molto diversi fra loro.

Red: Come abbiamo fatto in occasione della chiacchierata con Capelca siamo andati a contattare una persona che ci ha raccontato qualche cosa del tuo passato e che vogliamo rendere pubblica, tanto lo sai che chi passa di qui firma la liberatoria sull'uso della privacy... A te scoprire chi è e provvedere a contattarla per inoltrare le più che giustificate minacce.

«Andrea è un po' che non lo vedo però eravamo compagni di università. Ci siamo conosciuti il primo giorno, nell'ormai lontano '96. Eravamo due matricole di Scienze della Comunicazione e dovevamo seguire le lezioni al cinema Empire di piazza Vittorio a Torino. Andrea, soprannominato da noi Custelùn, nonostante le lezioni si svolgessero in galleria, riusciva a mantenere la massima concentrazione e ad ogni esame prendeva 30 e lode. Massima precisione, nessuna distrazione. O quasi. Credo che la sua passione per i fantasport sia cresciuta grazie ad un gioco che avevamo inventato durante le lezioni di linguistica: il "totovero". Il prof usava la parola "vero" come intercalare e così prima di ogni lezione scommettevamo su quante volte l'avrebbe ripetuto. Erano gare appassionanti e alla fine eravamo davvero molto precisi... (qui giova ricordare che è meglio non ridere troppo se pensiamo che Malik faceva le gare di sci disegnando le traiettorie con la penna su di un foglio bianco obbligando gli altri a cronometrarlo, mica per altro sono tutti nella stessa squadra... n.d.r.) Andrea era un tipo molto silenzioso. Si diceva che se gli telefonavi riuscivi a provare un effetto conchiglia: dall'altra parte sentivi il mare... Questo ci faceva ipotizzare che lui in realtà se ne stesse, all'insaputa di tutti, in qualche località marina e arrivasse a Torino solo per le lezioni, ma purtroppo per lui non era così. Per finire, se devo trovargli un difetto, beh, ti dico che è laziale.»

Red: Finiamo lasciando anche a te il consueto spazio finale, usalo meglio di Landers e Capelca, ti prego...
Andrea: Che responsabilità... È un po' come il "tema libero" a scuola, paradossalmente quando puoi scrivere ciò che vuoi alla fine ti trovi con niente da dire. Se proprio non hai niente da dire, almeno dillo bene, avrebbe forse suggerito Oscar Wilde, che infatti scrisse "Amo molto parlare di niente. È l'unico argomento di cui so tutto". Ma l'horror vacui mi impone di esprimere anche un concetto un po' più sostanziale. Dunque, dopo aver ringraziato chi mi ha concesso questo spazio facendomi rientrare nella (ancora) ristretta élite di utenti intervistati, dopo essermi scusato con le eventuali leggiadre fanciulle o gentili signore lettrici per l'aspetto disdicevole della mia fotografia che è sui (o sotto i) livelli di alcune di quelle passate alla storia di fantasportal (temo sia colpa del soggetto fotografato), ebbene dopo tutto ciò, non mi resta che salutarvi con il classico messaggio rassicurante finale, appropriato alla settimana pasquale e, perché no, a quella elettorale, dove, proprio come nello sport, qualcuno si sentirà vincitore e qualcuno sconfitto, ma tutti navighiamo sulla stessa barca e dobbiamo dunque remare nella stessa direzione. Quando vi sentite in difficoltà, quando pensate che i vostri sforzi non servano a nulla o non siano apprezzati, quando vi sentite incompresi o controcorrente, quando le vostre idee sembrano ignorate o persino derise, quando siete convinti che il brutto e l'ombra avanzino inesorabili, quando neanche le esemplari storie di vita che ci regala la competizione sportiva (e, nel suo piccolo, quella fantasportiva) bastano a trovare la forza per andare avanti, provate a pensare alle parole che Tolkien mette in bocca a Sam in un dialogo con Frodo nel "Signore degli Anelli": "C'è ancora del buono a questo mondo, ed è giusto combattere per questo". Non tutto è perduto.

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