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Ciclismo su strada - UCI: le news

Maglia rosa a WaltBishop, maglia gialla a hotspurs

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oeb - 31/07/15, 18:45

Per il secondo anno consecutivo il Giro d'Italia vede trionfare un "neoprofessionista". Infatti nonostante al primo giorno di riposo fosse MANKANA (uno dei più longevi ed esperti utenti del sito) ad occupare la prima posizione, al termine delle tre settimane è WaltBishop a vincere l'ambitissima corsa a tappe. Decisiva per la sua vittoria la 18° tappa Melide-Verbania nella quale grazie ad una prova maiuscola di Hesjedal (unico in grado di non farsi distanziare troppo da Contador lungo le dure rampe del Monte Ologno) guadagna poco più di un minuto sui rivali e si impossessa della maglia rosa. Nella 20° e penultima tappa con Kruijswijk si difende e riesce a trionfare per soli 3 secondi su Calandre che è costretto a subire una beffa peggiore di quella del compianto Fignon nel Tour de France 1989. Terzo gradino del podio per gale1.
Nel complesso un bel giro, dominato dall'Astana con 5 vittorie di tappa e Aru e Landa sul podio anche se solo ai lati del vincitore Contador. Per il pistolero, grande favorito della vigilia, vittoria meritata ma resa meno netta dalla crisi lungo il Colle delle Finestre segno un pò dell'avanzare degli anni e un pò di una freschezza fisica venuta a mancare lungo le tre settimane (tanto che le fatiche del Giro condizioneranno parecchio il Tour dello spagnolo).
Da notare ai fini del nostro gioco come nelle ultime 10 tappe siamo arrivate solo 2 fughe, di cui una sorprendentemente nella passerella di Milano, e praticamente in tutte le tappe di alta montagna sono stati i migliori a giocarsi la vittoria di tappa. In questo modo sono stati premiati coloro i quali hanno giocato sempre regolare senza prendersi rischi, mentre chi ha cercato scelte particolari cercando la fuga ha quasi sempre pagato dazio.

Discorso completamente opposto si può fare per il Tour de France: dopo la batosta rifilata da Froome a tutti i suoi rivali a Pierre-Saint-Martin alla decima tappa, in 8 dei successivi 11 giorni di corsa sono sempre arrivate le fughe e in alcune occasioni anche con ampio vantaggio. A segnare irrimediabilmente la nostra classifica è la tappa con arrivo a Gap: i fuggitivi guadagnano ben più di un quarto d'ora sul gruppo dei migliori e forzagenoa sembra destinato a una facile vittoria. Ma la sorpresa è dietro l'angolo e per la crisi di Thomas nella tappa vinta da Nibali perde molto tempo e si dovrà accontentare della quinta posizione finale. Ne approfitta hotspurs che, dopo aver guadagnato tantissimo nella tappa di Gap, gioca tutti i migliori nelle ultime tappe e trionfa a Parigi con oltre 10 minuti di vantaggio sul secondo. Vanno a podio cirello e fosco.
Che dire della corsa reale: prima settimana come sempre nervosa, caratterizzata da ventagli e cadute e alla fine della quale, nonostante le difficoltà che avrebbe dovuto creargli tappa del pavé, la maglia gialla è già sulle spalle del kenyano bianco che dopo il trionfo nel primo arrivo in salita sembra inattaccabile. Gli avversari, un pò impauriti e un pò demoralizzati, sembrano correre ormai per i piazzamenti e iniziano una serie di tappe noiose a dir poco. Quando finalmente Quintana (nettamente il più forte scalatore al mondo al momento) decide nelle ultime due tappe di attaccare, Froome non riesce a seguirlo e alla fine riesce a mantenere il primato grazie allo splendido lavoro di Poels e Porte sull'Alpe d'Huez. Non sapremo mai come sarebbero andate le cose se il colombiano si fosse mosso prima o se avesse corso in una squadra diversa dalla Movistar...
Per il nostro Nibali un Tour iniziato male, continuato peggio con la crisi (forse più mentale che fisica) a Pierre-Saint-Martin, raddrizzato con la vittoria di tappa con un attacco d'altri tempi e conclusosi con la sfortunata foratura ai piedi dell'Alpe d'Huez che gli ha tolto le residue speranze di podio. Tutto sommato il siciliano ha dimostrato che se al top della forma è vicino al livello dei migliori; per lui il prossimo anno gli obiettivi principali dovrebbero essere il Giro e le Olimpiadi, speriamo possa ripetere le gesta di Bettini ad Atene.
In chiusura, non ripeto quanto è accaduto e ha dovuto sopportare la maglia gialla, ma purtroppo anche il tifo del ciclismo sembra ci stia abituando a fatti a dir poco orribili.

Modificato da oeb - 31/07/15, 23:52

 

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